INPS - D.L. n. 104/2020 ("decreto agosto") – CIG ordinaria, in deroga e assegno ordinario – Messaggio 3131/2020 - Prime indicazioni

In attesa della pubblicazione della circolare che l’Inps ha preannunciato e che illustrerà più dettagliatamente la disciplina introdotta dal decreto in oggetto, di seguito le prime precisazioni fornite dall’Istituto

31 agosto 2020 - 392

Si fa seguito alla Notizia n. 391 del presente numero di Linea Diretta, per informare le Imprese associate che l’Inps, con il Messaggio n. 3131 del 21/08/2020, ha fornito prime informazioni sulle novità in materia di integrazione salariale ordinaria ed in deroga, nonché di assegno ordinario, introdotte dal D.L. n. 104/2020.

Fermo restando quanto già anticipato nella sopra citata Notizia n. 391/2020 ed in attesa della pubblicazione della circolare che l’Inps ha preannunciato e che illustrerà più dettagliatamente la disciplina introdotta dal decreto in oggetto, si riportano di seguito le prime precisazioni fornite dall’Istituto.

 

Presentazione della domanda di CIGO, assegno ordinario o CIGD

Premesso che i periodi di integrazione salariale per COVID-19 richiesti ed autorizzati ai sensi del D.L. n. 18/2020 e collocati, anche in parte, in periodi successivi al 12 luglio 2020, sono computati nelle prime 9 settimane della CIGO, CIGD o assegno ordinario concesse ai sensi dell’articolo 1 del D.L. n. 104/2020, per le richieste inerenti tale prima tranche, o il minor periodo che risulta scomputando i periodi decorrenti dal 13 luglio 2020 già richiesti o autorizzati ai sensi della precedente normativa, i datori di lavoro dovranno continuare a utilizzare la causale “COVID-19 nazionale”.

Qualora, pertanto, vi siano periodi successivi al 13 luglio 2020 già autorizzati in base ai precedenti decreti, questi andranno scomputati dalla richiesta delle prime 9 settimane.

Per la richiesta delle ulteriori nove settimane, che potranno essere fruite dai soli datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato il precedente periodo di nove settimane, si dovranno attendere le specifiche istruzioni operative, che l’Inps si è riservato di fornire con un successivo messaggio.

Tuttavia l’Istituto ha già precisato che per richiedere tale ulteriore periodo di nove settimane di integrazione salariale (ordinaria o in deroga) e di assegno ordinario, i datori di lavoro devono corredare la domanda di concessione dei trattamenti con una dichiarazione di responsabilità, resa ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, in cui autocertificano la sussistenza dell’eventuale riduzione del fatturato, ai fini della non applicazione – o dell’applicazione nella misura  del  9% - del contributo addizionale.

L’Inps, ricorrendone i presupposti, autorizza i trattamenti di cui trattasi e, in base alla citata dichiarazione di responsabilità, stabilisce la misura del contributo addizionale dovuto dall’azienda.

In mancanza di tale autocertificazione, il contributo addizionale sarà richiesto nella misura massima del 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

La verifica della veridicità delle dichiarazioni fornite dai datori di lavoro all’atto della presentazione della domanda di accesso ai trattamenti sarà effettuata dall’Istituto e dall’Agenzia delle Entrate con modalità e termini che saranno definiti anche con accordi di cooperazione.

L’Inps ha già anticipato comunque che, per l’accesso a ciascuna delle due tranches di cassa integrazione (9 settimane + eventuali ulteriori 9 settimane), è necessario procedere mediante l’invio di domande distinte.

 

Termini di trasmissione delle domande e dei dati per il pagamento diretto

A regime, l’articolo 1, comma 5, del decreto-legge n. 104/2020 stabilisce che le domande di accesso ai trattamenti di CIGO, assegno ordinario e CIGD devono essere inoltrate all’INPS, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

In caso di pagamento diretto da parte dell'Istituto, il datore di lavoro è tenuto ad inviare tutti i dati necessari tramite il modello SR41 entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale, ovvero, se posteriore, entro il termine di trenta giorni dall'adozione del provvedimento di concessione.

In fase di prima applicazione, i commi 9 e 10 dell’articolo 1 del D.L. n. 104/2020 prevedono il differimento dei termini di invio delle domande e dei dati utili al pagamento diretto da parte dell’Istituto, come di seguito riepilogato:

-   domande di accesso a CIGO, assegno ordinario e CIGD per COVID-19 con scadenza entro il 31 luglio 2020:  31 agosto 2020

-   trasmissione dati per pagamento diretto CIGO, assegno ordinario e CIGD per COVID-19 (modello SR41) con scadenza entro il 31 luglio 2020:  31 agosto 2020

-       domande di accesso a CIGO, assegno ordinario e CIGD per COVID-19 con scadenza entro il 31 agosto 2020 (*):  30 settembre 2020

-       trasmissione dati per pagamento diretto CIGO, assegno ordinario e CIGD per COVID-19 (modello SR41) con scadenza entro il 31 agosto 2020:   30 settembre 2020

L’Inps precisa, infine, che per le scadenze che interverranno dal 1° settembre 2020 non è previsto alcun differimento.

(*)   Pertanto, anche le domande di trattamenti con inizio della sospensione/riduzione dal 1° al 12 luglio 2020, ancorché non ricomprese nella nuova disciplina dettata dal decreto-legge n. 104/2020, possono essere utilmente trasmesse entro il 30 settembre 2020.

AI.mb